Le grandi prove alla quali la vita ci sottopone e dalle quali impariamo, a nostre spese, che le cose veramente importanti e necessarie sono poche e semplici, sono spesso anche l’inizio di un cammino nuovo. Da questi anni di Pandemia usciamo tutti con lo spirito e la morale provati, più consapevoli e coscienti di quanto importanti siano le radici che affondano nella storia di ognuno. Dopo due anni di fermo, con grande intensità e gioia, il popolo sianese ha potuto rendere omaggio a San Rocco.  Migliaia di fedeli, nel duplice senso di ringraziamento e di propiziazione, sono scesi in strada per unirsi alla processione in onore del patrono. Evento particolarmente atteso e sentito da tutta la comunità locale. Il legame tra Rocco da Montpellier e il popolo di Siano ha qualcosa di viscerale e profondo, che non è semplice da spiegare a parole. Venerato in tutto il Sud Italia, sebbene in vita non abbia mai oltrepassato Roma, Rocco, taumaturgo e pellegrino di Dio che muore certamente nella notte tra il 15 e il 16 agosto, è il Santo protettore invocato nelle pestilenze e, ad oggi, è il secondo Santo più invocato, dai cattolici europei, per ottenere la guarigione dal Covid-19.  Il suo culto, è vivamente legato al tessuto sociale e all’identità del popolo sianese che venera, con onore, devozione e orgoglio, l’ultimo santo laico del medioevo.

Testo di Enza Sola

Foto di Gianpiero Scafuri, Enza Sola, Valentino Petrosino