Oggi, con referendum abrogativo, si chiede agli italiani di esprimersi su cinque quesiti. Una consultazione popolare per capire se i cittadini vogliono conservare alcune leggi del nostro ordinamento, o le vogliono eliminare. Per essere valido ogni quesito dovrà raggiungere il quorum, cioè è necessario che abbiano votato la maggioranza degli elettori (50%+1), e che sia stata raggiunta la maggioranza (50%+1) dei voti validamente espressi. Nei fatti, chi vuole mantenere le norme in vigore, ai quesiti, risponde NO, chi le vuole eliminare risponde SI.

Colore rosso: vota SI chi vuole abrogare l’attuale legge “Severino” e vuole che persone condannate in via definitiva a più di due anni di carcere per reati non colposi (eati di corruzione, concussione, collaborazione con la criminalità organizzata e organizzazioni terroristiche etc) possano ricoprire cariche politiche. Vota NO chi vuole mantenere la legge in vigore, quindi si conferma l’incandidabilità e decadenza per queste persone.

Colore arancione: vota SI chi vuole una riforma della custodia cautelare lasciando la sua applicazione solo per pericolo di fuga, inquinamento delle prove e rischio di commettere reati particolarmente gravi. Vota NO chi vuole mantenere la legge attuale sulla custodia preventiva anche per pericolo della reiterazione del reato, come può essere per i reati di stalking, la truffa.

Colore giallo: quì ci viene chiesto se vogliamo abrogare quella norma che, consente di passare, nel corso di una carriera, dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero e viceversa. Vota SI chi vuole eliminare questa norma e obbligare giudici e pm ad una scelta ad inizio carriera. Vota NO chi ritiene che tale riforma sia un ostacolo alla carriera dei magistrati impedendo loro di svolgere funzioni diverse.

Colore grigio: quì si interviene sulla valutazione dei magistrati effettuata dalla Corte di Cassazione e dai Consigli giudiziari. Ogni quattro anni i magistrati sono valutati da un consiglio disciplinare composto da giudici, pm, avvocati e professori universitari in materie giuridiche, ma la valutazione finale spetta solo ai magistrati. Ora, vota SI chi vuole abrogare l’attuale legge e consentire che i magistrati vengano valutati anche da avvocati e professori universitari. Vota No chi vuole continuare ad escludere tale valutazione perché ritiene che per contrasti professionali possa non essere garantita una opportuna oggettività.

Colore verde: qui, circa l’elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Vota Si chi vuole eliminare la norma che impone al magistrato di raccogliere almeno 25 firme per candidarsi al CSM. Vota NO chi vuole mantenere, almeno per ora, l’attuale norma.

Cinque schede, cinque colori per edulcorare gli italiani che in un sol giorno si addosseranno la responsabilità di tentare di cambiare uno dei cardini del nostro sistema democratico: la giustizia.

E noi ci chiediamo.. La riforma della magistratura è una grande opportunità o rischia di minare l’indipendenza della magistratura?

Vittoria Di Giacomo

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