La Festa della Repubblica Italiana si celebra oggi perché proprio il 2 giugno del 1946 fu l’inizio di un nuovo capitolo per la storia dell’Italia. Si tenne il referendum istituzionale con cui gli italiani, per la prima volta le italiane, convocati alle urne, scelsero la Repubblica come forma di Stato e di Governo. Contestualmente al referendum venne eletta l’Assemblea Costituente che elaborò, ed approvò, la nostra Carta Costituzionale. Da quel momento in poi il nostro Paese aveva reso improrogabile la scelta di una netta cesura col passato: l’Italia cessava di essere una monarchia e diventava una Repubblica. Un anno e mezzo dopo, il primo gennaio 1948, entrava in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Libertà e democrazia ci venivano garantite.

“Qualunque cosa ci capiti da oggi non sarà mai così brutta, così disastrosa, così tragica come ciò che ci è capitato ieri” scriveva agli italiani Mario Borsa, direttore del Corriere della Sera.

E seguendo il tratto di questo arguto scrivere, gli italiani non possono non sentirsi vicino agli ucraini. Sono due popoli uniti da un passo di storia importantissimo. Odessa, città ucraina, nasce per mano italiana. E un pezzo dell’Italia, quest’oggi, più che mai, è in Ucraina.