Strano ma vero: i cognomi non sono sempre esistiti. Appartengono all’uomo da non più di due millenni, e a differenza dei nomi non possono essere scelti liberamente.

Nel 1564 al termine dei lavori del Concilio di Trento si impose l’obbligo ai parroci di tenere un registro dei battesimi con nome e cognome per evitare matrimoni tra consanguinei, e così i cognomi diventarono ereditarti e non soggetti a cambiamenti.

L’origine del cognome come identificativo di una famiglia risale alla fine del VII secolo, dove per i cittadini liberi a Roma era in vigore un sistema di tria nomina con prenomennomen e cognomen.

Nel Medioevo le possibili formazioni erano principalmente tre: in primis si poteva aggiungere un altro nome che riprendesse il nome proprio, nel secondo caso si aggiungeva un soprannome che riguardava le caratteristiche fisiche o comportamentali dell’individuo, e infine si poteva ricorrere ad epiteti.

Tuttavia la funzione dei cognomi, sin dall’antichità, rimane nella sua sostanza la stessa: distingue un individuo specificandone l’appartenenza ad una comunità minore, quella della famiglia, all’interno della collettività; istituisce dei legami e permettere di inserirsi con una propria identità all’interno della società… oggi con la nuova legge tutto sovvertito.