Entriamo e ci muoviamo in punta di piedi per non smuovere la polvere che copre segni di vite sospese e di storie dimenticate. Intraprendiamo un viaggio, lasciandoci rapire da un tempo passato dove le voci sembrano esprimersi attraverso oggetti, testimoni di un’epoca passata a cui guardiamo con rispetto. Ci troviamo a camminare in equilibrio precario su un pavimento dissestato facendo spazio tra piante che irrompono violentemente da un balcone rimasto aperto da chissà quanto tempo. Possiamo cimentarci in stanze che hanno storie da raccontare e cerchiamo la bellezza in cose che non servono più, in spazi morti e nel silenzio assordante che c’è dentro. 

Questa è la gracilità apparentemente debole di una delle tante case abbandonate a Matonti, nel cuore del Cilento, che in realtà nasconde una raffinatezza senza tempo, tempo che scorre molto lentamente.

©Alessia Miglino