Da adolescente italiana, una delle cose che mi ha colpito di più da quando mi sono trasferita in Olanda è stato vedere quanti miei coetanei già lavorino.

Circa il 50% degli studenti della scuola secondaria ha infatti un “bijbaantje”, un lavoro part-time per guadagnare un po’ di soldi. Rifornire gli scaffali, lavorare alla cassa, consegnare i giornali e aiutare in cucina sono gli impieghi più comuni. Si entra così a far parte di un team in cui ognuno ha un ruolo e dei compiti ben precisi, il che forma fortemente i ragazzi dal punto di vista delle responsabilità, della disciplina e del lavoro di squadra oltre che a far comprendere il valore del denaro.

Per completare il mio processo di integrazione nella realtà neerlandese, mi sono cimentata anch’io in un paio di “bijbaantjes”: dal fare la fattorina delle pizze in bicicletta (rigorosamente elettrica) nei giorni più freddi dell’anno al lavorare in una gelateria italiana nel centro di Amersfoort, la seconda città più grande della regione di Utrecht. Solo dopo esser caduta durante la mia terza consegna e aver portato chili e chili di gelato nella cella frigorifera ad orario di chiusura, posso affermare con orgoglio di aver qualcosa di concreto da inserire del Curriculum Vitae.