Passeggiando per le strade e i numerosi vicoli del centro storico di Salerno, un occhio più attento, può scorgere, sulle nude pareti dei palazzi, piccole effigi di immagini sacre: madonne e santi. Le #edicolevotive, termine che deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (“tempio”), che si può tradurre in “tempietto”. Espressione di un culto popolare, che servono a sottolineare la #devozione o come atto di riconoscenza verso i santi o la madonna per la grazia ricevuta. Tradizione pagana mutata in cristiana, diventando un segno architettonico con una forte valenza antropologica, con un sempre più riconosciuto valore artistico. Questi altarini, svolgevano una funzione fondamentale nella vita dei salernitani. Essi servivano ad illuminare, con le loro candele, l’andata dei pescatori verso il mare durante la notte, quando andavano a pescare. Oltre che per una questione devozionale, le edicole, venivano erette per motivi di protezione e costruite all’ingresso delle porte della città. Nel cuore antico della città, se ne contano almeno 50. Alcune, sono bellissime, ben conservate e particolarmente antiche, risalenti al 700. Tra le immagini dipinte, sono raffigurate in prevalenza #madonne o scene della crocifissione e custodiscono al loro interno vari oggetti: rosari, fiori e ceri. Altre, mostrano i segni del tempo trascorso, perdendo il loro vero significato. Per tutto ciò che rappresentano, il tema della conservazione è fondamentale. Un’azione immediata dovrebbe essere presa in considerazione, con l’intento di proteggere un inestimabile patrimonio cittadino. Valorizzarlo, diffondendone la conoscenza, con un percorso tematico, che ne racconterebbe #tradizione, #spiritualità e #cultura da un punto di vista inedito. Risulta perciò doveroso un intervento, che si ponga come obiettivo un’adeguata attenzione verso queste piccole opere d’arte. Da salvaguardare, non solo per i suoi caratteri artistici, ma anche perché concretizza i sentimenti religiosi di un popolo fortemente legato alla propria terra.