Trentasette partiti in pista per i centocinquanta seggi della Tweede Kamer.

Tre giorni di elezioni per ridurre gli assembramenti: lunedì e martedì è il turno delle persone a rischio, mercoledì di tutti gli altri. Solo agli over 70 è concesso di votare per posta.

Chi invece è in quarantena può delegare qualcuno, basta fornire il proprio documento d’identità e il proprio “stampas”, la scheda elettorale, con una dichiarazione. Sono attesi alle urne di chiese, scuole e musei circa 810 mila giovani al primo voto.

Lo scenario si conosce già: distanza di un metro e mezzo, mascherine e plexiglass. 

Ma c’è una novità: questo è l’anno del primo seggio elettorale drive through. 

La RAI di Amsterdam, un importante complesso di solito utilizzato per esibizioni e concerti, è stata trasformata in una grande “stemstraat”, ossia una vera e propria “strada del voto” per automobilisti e ciclisti. 

Nonostante una campagna elettorale insolita, giocata quasi esclusivamente in televisione, l’affluenza resta alta, l’81% degli Olandesi ha espresso la propria preferenza. 

Mark Rutte, costretto a dimettersi a gennaio sull’onda dello scandalo dei sussidi sull’infanzia, si avvia verso il quarto mandato.

Paola De Stefano