Houten, Rietplats | Pensavo la primavera fosse arrivata con largo anticipo, ma non è possibile in una terra in cui il tempo è reale.

Eppure non è nemmeno inverno, di quel freddo ce ne siamo liberati un po’ tutti. O almeno è bello crederci. 

Oggi è una giornata tipica olandese: piove, ma non troppo; fa freddo, ma non da battere i denti; il necessario per avere le lenti degli occhiali appannate, ma non così tanto da doverli togliere. Sa tutto di compromesso.

Ad Houten Zoud c’è un silenzio che sa di pace e inspirazione lasciata un po’ troppo da parte. La banchina su cui cammino traballa, è una bella sensazione. Mi siedo su un rettangolo di legno che dondola con me sull’acqua: un signore con un cane tira una catena e mi raggiunge dalla riva opposta, surfa senza onde su una tavola scheggiata, gli faccio spazio e sorrido. Non mi dispiace non capire il meccanismo in base al quale sia riuscito ad arrivare da me, mi limito ad osservare.

La schiera di case colorate in lontananza che si erige tra un cielo sporco di grigio e un lago scuro di ombre mi dà speranza, oggi l’Olanda respira.

Paola De Stefano