Dietro ogni cane ospitato in un rifugio c’è una storia di abbandono e di speranza. Il giardino di Golia e Pita nasce dalla collaborazione e dalla bontà di nove donne, accomunate dall’amore per gli animali. Una di loro, che vuole restare anonima, dopo aver visto nel 2018, sulla pagina Facebook di Jessica, un appello per Rocco, un cane anziano e dolcissimo, telefona da oltralpe e si offre di donare i soldi necessari all’acquisto di un terreno e del materiale per costruire gli stalli. Jessica crede ad uno scherzo di poco gusto: è un periodo faticoso, il terreno messo a disposizione dal Comune da qualche mese non è più disponibile e gli animali sono in stallo temporaneo nella proprietà di una volontaria. Ma non è uno scherzo. È un sogno che si realizza. Nel giro di un anno la struttura viene costruita e inaugurata, in onore di Golia, un ospite del rifugio e di Pita, la gatta della generosa signora che è comparsa dal nulla per sostenere questo progetto. E così oggi, otto volontarie, mosse da una vocazione comune gestiscono, non senza sforzi e sacrifici il canile.