La storia del consorzio agrario si è fermata nel 1991, dopo il crack della Federconsorzi, la storica banca dei consorzi fornitrice di merci e servizi, divenuta negli anni creditrice, in tutta Italia, dei vari enti. Ebbe il suo massimo splendore negli anni 90 con un fatturato di 150 miliardi di lire. Dopo, qualche anno, finì in liquidazione forzata nonostante alcuni tentativi di mantenere in vita la produzione, con tagli di personale e delle agenzie territoriali. Il tutto ebbe fine nel 2014 con la chiusura dei tanti punti campani e con il rifiuto del concordato per il pagamento dei debiti da parte del tribunale. Cancellando un’altra realtà secolare del nostro territorio.

L’ex consorzio, oggi si presenta come una vasta zona abbandonata e trascurata. Negli anni successivi si sono susseguite varie proposte di riqualificazione dell’area, prima come parco acquatico, poi come centrale termoelettrica e infine come ipermercato. Tutte proposte mai sviluppate anche a causa delle indagini, da parte della magistratura, che ha spento ogni iniziativa. Nel 2018 comunicarono un nuovo progetto per l’ex consorzio, la realizzazione di un “retail park”, un parco commerciale dedicato ad un unico settore merceologico. Ma, dopo due anni, la società che aveva proposto la realizzazione, non ha confermato la sua proposta. Quindi è facile dedurre, che si prevede, ancora per molto, degrado e abbandona per l’area consortile.