Lockdown si, lockdown no. Non si può giocare con le vite umane. A Napoli o in altre province c’è chi crede che il Covid sia tutto una bolla di sapone, magistralmente creata e manipolata da un abile giocoliere. Non si tratta di vendere frutta o pesce al mercato, ma di decidere di proteggere la comunità, anche al costo di essere impopolari. La densità abitativa della Campania è di per sé fonte di un incontrollabile diffondersi del virus, ma ciò che si diffonde ancor più rapidamente è l’inciviltà e la mancanza di rispetto per chi compie sacrifici per rispettare le regole. Perché le regole vanno rispettate da tutti. Ma di contro ci si interroga su alcuni evidenti ritardi in azioni e decisioni. Ci si domanda perché infierire solo su determinate categorie di attività, già a lungo vessate dalle restrizioni, invece di provvedere ad una riorganizzazione del sistema trasporti, ad un potenziamento delle linee per agevolare il flusso di cittadini. Perché lasciare a orde di ragazzi la libertà di affollarsi solo per un aperitivo? La rabbia c’è, è tangibile. Si respira nell’aria irrespirabile. Sfocia in proteste violente, sicuramente condannabili, ma in fondo chi ha ragione?

Corinna Fumo