Internet ha cambiato in maniera straordinaria le nostre esistenze, offrendo al mondo opportunità spesso nemmeno immaginate, di comunicazione, di crescita, di apprendimento. E’ la chiave prima della globalizzazione e ci fa sentire tutti a portata di un click. La Rete però ingloba per sua natura anche insidie e pericoli soprattutto per i giovani e per le categorie di persone più fragili. 

In questi giorni poi, dopo la morte suicida di un bambino di 11 anni a Napoli, si è riaperta la preoccupazione per la questione delle manipolazioni mentali via “challenge“. Nel messaggio di addio alla mamma, il piccolo, citava la volontà di seguire “l’uomo col cappuccio nero”, alimentando l’ipotesi che sia stata vittima di una delle sfide che ha preso in prestito il volto nel web di tal “Jonhatan Galindo“. Questo tipo di gioco mortale non è una novità. Il gioco precedente “Blue Whale Challenge” ha portato nel mondo al suicidio oltre duecento ragazzi tra il 2017 e il 2019.La formazione all’uso dei social network e di internet in generale è imprescindibile per tutti i nativi digitali, abituati a usare le nuove tecnologie spesso senza alcun controllo da parte di un adulto.

E’ importante sottolineare che l’informazione e la prevenzione sono utili meccanismi di difesa.Gli adulti devono interessarsi ed informarsi dei fenomeni che riguardano i ragazzi, per istruirli e metterli in guardia attuando un buon dialogo con familiari, professori o adulti di riferimento.

btr