Cinque anni or sono, girata la boa dei sessant’anni, Nino ha deciso di rimettersi all’opera e di apprendere i segreti della ceramica, “andando a bottega” da un importante maestro vietrese. Non è la prima volta che reinventa il modo di esprimere il suo estro e, ne siamo certi, non sarà l’ultima. Antonino ‘Nino’ D’Angelo nasce attore, tra i protagonisti del teatro sperimentale salernitano degli anni Settanta, nelle fila della compagnia Trademark Theatre (TMT).  Parallelamente alla recitazione, si dedicava alla realizzazione delle maschere della commedia dell’arte lavorando il cuoio e la cartapesta nel suo atelier in via Botteghelle, nel cuore antico di Salerno. Nel teatro, Nino è materia e azione. Realizza maschere, macchine di scena e partecipa a tanti importanti progetti nella provincia. Cultore di tutte le arti, si è sempre impegnato nella ricerca di un loro linguaggio comune, come nel 2004 con la “Vetrina del fare”.  Oggi, Nino mostra con entusiasmo le sue ceramiche, ce ne spiega i dettagli e svela le tecniche e i minerali che impiega per ottenerne i colori e la grana degli smalti. Predilige i motivi legati alla vita marina, alla pesca e ha in cantiere un pannello di oltre sette metri che raffigura un mare pieno di pesci.  

Perché raccontiamo questa storia? Perché, come tante vite guidate da una grande passione, possa ispirarci. Perché esperienze come questa possono spronarci a seguire e a godere di ogni singolo afflato d’arte e di poesia possa emanare dalle nostre anime, senza badare al tempo e alle opportunità. Questo non è detto che faccia di noi degli artisti ma farà di noi delle persone migliori.