Nel paese non c’era nessuno e abbiamo potuto passeggiare in un romantico silenzio tra le strade avvolte nel tepore di fine estate. Gesualdo, uno dei tanti gioielli d’Irpinia, è un piccolo borgo medievale che conserva una bellezza senza tempo: il castello, antica dimora di Carlo Gesualdo da Venosa, principe musico e madrigalista vissuto tra ‘500 e ‘600. Le sue note sono talmente audaci da risultare oggi modernissime e non è un caso che abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz, da Igor Stravinskij a Franco Battiato e Salvatore Sciarrino, e registi come Werner Herzog. Eppure, nonostante tutto questo autore è ancora poco conosciuto… spesso si sovrappone alla sua musica la sua biografia, infatti la vita di Carlo è segnata da un evento triste e truce. Il principe sposò una giovane appartenente alla nobile famiglia D’Avalos; in occasione di una di una sua assenza la moglie diede una sontuosa festa da ballo, a palazzo, in Piazza San Domenico a Napoli e incontrò il principe Carafa d’Andria, di cui si innamorò perdutamente. Qualcuno informò Carlo che, fingendo di partire per una battuta di caccia, tornò invece indietro, trovando la moglie con l’amante. Li uccise tutti e due e si rifugiò nel Castello di Gesualdo per sfuggire alla vendetta della famiglie della consorte e dell’amante di costei e successivamente venne assolto per il delitto commesso.
Una parte del castello è oggi di proprietà del Comune ed è stata recentemente recuperata e restituita al suo antico splendore, per la gioia dei visitatori che possono ripercorrere gli eventi della vita del compositore e illuminato mecenate, sperimentatore ed innovatore della musica medievale e polifonica. Benché totalmente spoglio, questo antico castello custodisce il fascino di una storia ultrasecolare che lo ha accarezzato e profondamente segnato. Si ammirano le ricostruzioni dei preziosissimi strumenti dell’epoca, realizzati sulla base dei progetti originali del Principe, una mostra di vestiti d’epoca di una sarta del luogo e si può visitare una parte delle stanze dove si svolgeva la vita di corte.. ma è l’aria particolare e piena di poesia che si respira in ogni angolo a contribuire alla magia di questo luogo. La viva speranza è che al più presto possano essere riaperti al pubblico anche altri ambienti, come il teatro di corte o la stamperia, che darebbero meglio l’idea del rilievo e della profondità dell’attività del signore di Gesualdo.