Da una indagine nazionale condotta dal team del Dipartimento di Salute pubblica emerge che sintomi d’ansia e depressione, anche gravi, hanno segnato la quarantena di oltre la metà degli italiani, nella fase dell’emergenza coronavirus: più del 50% ha riportato un impatto psicologico durante il confinamento a casa, e oltre il 5% di chi ha patito la reclusione ha riferito seri disturbi. Oggi con le nuove restrizioni ritornano i segnali di malessere, tra i cittadini e i lavoratori delle categorie più a rischio come Giovanna, cassiera in un supermercato, che afferma «Dopo ogni turno di lavoro, torno a casa con la paura di essere stata contagiata». Infatti, le cassiere della grande distribuzione sono tra le categorie più a rischio contagio. «Siamo considerati operai di seconda fascia, ma siamo dei “coraggiosi silenziosi”, abbiamo lavorato nei giorni più critici dell’epidemia e dovremmo essere tutelati allo stesso modo degli operatori sanitari», aggiunge con tono polemico.
Solo di recente, il supermercato ha fornito ai suoi dipendenti un livello minimo di tutela grazie a qualche dispositivo di protezione individuale e al contingentamento degli ingressi, ma con la crescita dei contagi rischia di diventare tutto più difficile. «Quotidianamente per noi è una dura lotta, la persone non rispettano le regole e non mancano i momenti di tensione in cui spesso ci tocca a litigare con i clienti».
Siamo sicuri che tutto passerà, ma non possiamo sapere quando, al momento Giovanna lancia un appello «Siamo responsabili, tutti!»