Stasera, San Matteo non farà visita alla sua città. Il caloroso abbraccio dei Salernitani per il loro Santo sarà più stretto e più sentito quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata, si spera, l’anno venturo. I Salernitani si aggireranno, un po’ mesti, per le strade e i luoghi della processione mancata. Ma perché non immaginare che invece il Santo abbia colto l’occasione per fare due passi per la città, in incognito, una volta tanto libero dal pomposo protocollo e i sottili equilibri che regolano la sua annuale processione? Così, di buon mattino, eccolo saltare giù dallo scranno e indossati abiti borghesi, scendere di soppiatto per le scale del suo Duomo, incontrando solo qualche piccione e qualche solitario viandante. Avrà vagato per i vicoli del centro storico, ancora deserti, fino giungere al lungomare per quella che – ne siamo certi – è la tappa a lui più gradita: il saluto al mare. Si sarà di sicuro tolto lo sfizio di bagnarsi i piedi a Santa Teresa, e poi via di nuovo. Una visita fugace al Palazzo di Città, “ma si!”, avrà pensato davanti al grande cancello chiuso, “ci rimarrebbero male e poi è meglio tenerseli buoni!”. Sorridendo avrà riguadagnato la via di casa lungo i Mercanti e su per via Duomo. Poi, all’altezza del Tempio di Pomona… lo scatto!I pochi passanti avranno visto cinque o sei piccioni spiccare il volo stizziti dalla scalinata del Duomo. Era il Santo che, non visto, si cimentava nella sua corsa. Giunto in cima alla rampa, si sarà guardato indietro, e malgrado il fiatone si sarà detto: “niente male per uno che si muove quasi sempre portato a spalla!”. Infilando il portone di casa, avrà lanciato un’ultima occhiata alla SUA città, quella che avrebbe sempre difeso, sempre e comunque.