La storia del pastificio Amato ha inizio nel 1868, quando la famiglia Amato, originaria di San Cipriano Picentino, un piccolo paese della provincia di Salerno, rileva l’impianto di produzione “Rinaldo” trasformandolo prima in “Rinaldo&Amato” e successivamente, nel 1958 in “Antonio Amato & Co”. L’azienda, negli anni successivi ha avuto un grande processo di crescita fino a diventare tra i pastifici nazionali più importanti, poi, nel 2009, d’improvviso la crisi ne causò la chiusura. Una notizia che lasciò tutti increduli. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare la fine dell’azienda simbolo della città. Dopo varie vicissitudini legali, per bancarotta fraudolente, l’area del vecchio pastificio è rimasta inattiva e il marchio fu acquistato dalla famiglia Di Martino che ne diviene proprietaria nel 2014. I proprietari avevano proposto di riqualificare la zona prima con un progetto scuola e in seguito, con l’architetto francese Nouvel, la costruzione di appartamenti, esercizi commerciali e spazi verdi, ma il progetto permase solo su carta. Qualche anno fa una nuova idea di riqualificazione, chiamata “Molino Nuovo” da parte dello studio di architettura e design “Architetti Artigiani Anonimi” avrebbe previsto spazi abitativi, commerciali e un museo, senza abbattere completamente il vecchio stabile, ma partire dalla struttura originaria per donargli una nuova forma e destinazione, ma si sono perse le tracce. Oggi, passeggiando per via Picenza si nota solo una struttura fatiscente in completo stato di degrado e abbandono.

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