Settembre è un mese straordinario per godersi i litorali, che tornano ad essere luoghi rilassanti ed accoglienti, dopo l’affollamento di agosto. “Bagni settembrini, bagni sopraffini” ricordava, tristemente, in questo ultimo week end, un anziano signore difronte ad uno scenario atipico, ma non del tutto insolito per le nostre spiagge. La battigia sembrava un grade fazzoletto di merletto ricamato dalla nonna. La riva era invasa da “microsfere” bianche, dalle quali emergevano filamenti di rosso sbiadito. Sembrava potesse trattarsi di semi di pomodoro, perché nell’ultimo periodo, gli sversamenti illeciti da parte di qualche industria conserviera, non sono mancati. Ma da un confronto con Elisa Macciocchi, Presidente di Legambiente Salerno, il ventaglio delle ipotesi si è aperto ad altri rifiuti marini galleggianti, quali i “nurdles” (lacrime di sirena). Un granulato plastico, deputato a trasformarsi in oggetti di uso quotidiano, che possono essere facilmente persi durante il trasporto e finiti in mare. Altra ipotesi, può essere un’invasione di polistirolo espanso, materiale molto utilizzato in mare, nei porti commerciali e turistici. Il polistirolo non è un materiale ecologico e, pertanto, oltre a contribuire fortemente all’inquinamento, rappresenta una grave minaccia per l’ecosistema marino. Migliaia di frammenti vengono ingeriti da pesci ed uccelli che lo scambiano per cibo, entrando così nella nostra catena alimentare. Restiamo fiduciosi e in attesa che le autorità competenti facciano chiarezza sull’accaduto per poter liberamente affermare… quanto è “bello” il mare a settembre.

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