Dario Gaipa è uno street-artist che ha messo in atto una piccola grande rivoluzione nella sua vita iniziata da uno spiacevole evento, il licenziamento. Quando si perde all’improvviso la stabilità lavorativa ci si trova a prendere importanti decisioni. Dario ha puntato tutto su se stesso, su quel sogno che già nutriva da tempo e conservava nel cassetto del suo ufficio: esprimere la propria arte e condividerla con il mondo. La sua finestra sul mondo è via Benedetto Croce a Napoli. La sua materia prima sono i manifesti pubblicitari stratificati, strappati e consumati, le pagine dei quotidiani, le immagini da assemblare in opere che diventano materia viva, fatta di collage e décollage.«Napoli è piena di manifesti strappati. Scelgo quelli già lacerati perché già lo strappo è un racconto, come se il tempo avesse messo in atto un processo di trasformazione, il primo passo artistico, la creazione di un’immagine che a me già dice qualcosa. Dopo il lockdown quando ho cominciato a capire che le mascherine sarebbero diventate una parte integrante della nostra vita con connotati anche fashion, ho cominciato ad immaginare personaggi famosi di ogni tempo quale avrebbero voluto indossare ed ho iniziato a giocare con i contrasti. E’ nato così il progetto “Face 2 – Mascherine in cerca d’autore” Bizzarri accostamenti, come Steve Jobs con il logo della Microsoft, John Lennon con la lingua dei Rolling Stone oppure Joker con l’icona di Batman»Dopo il licenziamento per un anno ha lavorato come freelance, poi l’esperienza della strada. «Le persone che apprezzano quello che fai ti fanno capire quanto quella che credevi una tua follia, sia in realtà una follia condivisa, qualcosa che diviene immediata e “grande Bellezza” […] Oggi Il mio nuovo ufficio è il sole, ricevo like dal vivo e l’algoritmo lo scelgo io».

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