Salerno è una città ricca di storia e di forti tradizioni con molti luoghi interessanti da visitare. Questi, spesso, non sono valorizzati e versano in condizioni “penose”. Una pura “oscenità” per un popolo che vanta una radice millenaria. 

L’ennesimo esempio è palazzo San Massimo nel quartiere “Plaium Montis”, zona alta del centro storico. Nonostante manchino chiari riferimenti storici al riguardo, si ritiene plausibile che il monumentale palazzo e l’annessa chiesa siano stati fondati, tra l’861 e l’865, dal principe Guaiferio, che nella stessa area aveva la sua casa privata (Guaiferio divenne principe di Salerno nell’861 succedendo ad Ademaro).

Il palazzo ha un suo fascino perché conserva ancora una parte medioevale della sua struttura, proprio la chiesa, che, anche se rimaneggiata, mostra ancora l’intero colonnato con sei colonne di spoglio disposte tre per lato. La struttura architettonica del palazzo costituisce uno dei primi esempi altomedievali, documentati e datati, nel quale si intrecciano alcuni elementi riconducibili alla cultura classica e a quella paleocristiana e carolingia.

Divenuto proprietà del comune di Salerno negli anni ’30 del secolo scorso, venne adibito a scuola per poi essere abbandonato dal dopoguerra. Oggi, malgrado la sua grandissima importanza storica, la struttura versa in condizioni disastrose. Troppo spesso beni del nostro patrimonio artistico e culturale vengono dimenticati e lasciati nel completo abbandono; anche per il Palazzo San Massimo (o Maiuri) restiamo in attesa di un intervento comunale che possa ridare dignità e valore alla struttura medievale.

©Fabio De Michele