Il percorso lungo il sentiero si snoda tra figure di pietra enormi e spaventose. Volgere lo sguardo dall’una all’altra, tra bocche contorte in un urlo, fauci spalancate e artigli pronti a ghermire dà le vertigini. Avanzando nella calura accecante e viscosa, si avverte la presenza dei demoni che hanno ispirato le sculture disseminate per il bosco, mentre parole oscure disturbano la vista, come staccandosi dalla pietra su cui sono incise. Forse erano proprio queste le sensazioni che voleva suscitare nei visitatori del suo “Parco dei mostri” l’architetto Pirro Ligorio, quando lo progettò e realizzò negli anni quaranta del XVI secolo nella campagna di Bomarzo (Viterbo) nelle terre di Pier Francesco Orsini, Signore del luogo. In questa strana estate 2020, in molti hanno cercato rifugio dalle inquietudini negli angoli dimenticati dell’Italia più antica. A chi si è aggirato nelle campagne del viterbese è capitata la sorte di imbattersi in questo borgo arcano e in questa sua storia bizzarra che pare abbia lasciato di stucco anche un visionario come Salvador Dalì. © 2020 Luigi Catuogno