L’edicolante è storicamente stato un mestiere ricco e prestigioso. Un punto di riferimento di tutte le città. Nei piccoli paesi, poi, l’edicola è sempre stato uno dei pilastri fondanti per la popolazione, come il bar, la chiesa, l’ufficio postale, il circolo ricreativo.E’ così anche a Campana (CS) dove l’edicola Gentile della signora Filomena ha resistito al lockdown ma non senza disagio e paura per il futuro di una professione , l’edicolante puro, che tende gradualmente a scomparire. Oggi assistiamo ad una triste realtà. Mediamente chiudono due edicole al giorno, quelle che resistono sono diventate punti multifunzione per ritiro pacchi, ricariche telefoniche, stampa documenti ecc.Filomena ci ha raccontato che il problema non è solo che “I giovani di oggi preferiscono lo smartphone per informarsi ma è una questione di cultura, di società, dello stare insieme che sta cambiando tempi e modalità. Viviamo in un paese un po’ isolato, il giornale è sempre stato come una lente d’ingrandimento o una finestra sul mondo”.

In questo anomalo agosto Filomena, fiera novantaquattrenne, orgogliosa dei suoi tanti anni di lavoro, ammette che per via del covid e delle restrizioni degli scorsi mesi, la sua edicola è diventata una stanza semivuota. Ma se la storia e la cultura, hanno un peso nella costruzione del proprio destino, allora la speranza è quella di riprendere a settembre le redini dell’attività con l’aiuto dei figli e sperando anche in un sostegno da parte delle istituzioni per interventi concreti e risolutivi a difesa e a supporto della categoria degli edicolanti affinché il progresso tecnologico e il mutamento delle abitudini non uccidano quelli che sono luoghi storici, simbolo di società e cultura e mestiere nobile e fondamentale, soprattutto nei piccoli e distanziati paesi che non sempre godono di una copertura Internet sufficiente.

“Chiudere qui sarebbe lasciare tante persone senza la voce dell’informazione”