Nella storia moderna il mondo non era mai stato colpito da una così estesa epidemia, e mai era capitato che 1,3 miliardi di bambini perdessero contemporaneamente interi mesi di scuola.Tutto ciò ha causato una sorta di “trauma del non ritorno” a scuola e alla normalità. I bambini sono stati costretti a non poter scambiare l’ultimo saluto con i propri amichetti e le proprie maestre. Per lunghi mesi non solo hanno perso la scuola ma hanno anche perso la strada, i giardinetti, lo sport e le prime fughe in bici.Ad Angri, in provincia di Salerno, due fratellini, come tanti bambini, sono stati alle prese con la didattica a Distanza. Angelo, 7 anni, ci mostra con fierezza la coppa ricevuta dalle maestre per l’impegno mostrato con la DAD. «Sono rimasto molto contento quando le maestre hanno portato a casa mia la piccola Coppa», afferma il piccolo scolaro. Invece, Antonietta, 5 anni, malinconicamente guarda l’edificio scolastico ricordando tutti i teneri abbracci, le risate e i giochi con i propri amici a cui ha dovuto rinunciare in questi lunghi mesi. Racconta di voler ritornare al più presto tra i banchi di scuola per poter riabbracciare le insegnanti e i compagni di classe, e si lascia andare ad un tenero e triste pianto.