La chitarra è di casa in tutti i luoghi: dal palco dell’orchestra alle botteghe dei barbieri, dai tavoli di un ristorante – in coppia col mandolino – a una spiaggia di sera. Nel fragore di un concerto Rock, nell’incedere sornione di un tango, nella malinconia della bossa nova, tra le rime degli stornelli, lei è l’ospite e la padrona, e tutti non aspettano che lei.

La chitarra ha attraversato tutte le epoche, dal medioevo al ’68 senza invecchiare mai di un solo giorno. Per lei hanno scritto i musicisti più diversi, da Paganini a Jimi Hendrix, che l’hanno suonata in tanti modi ma l’hanno amata tutti dell’identico amore. Di tutti gli strumenti musicali, la chitarra è il più sincero perché – senza filtri – rende in note l’intenzione dell’artista e in volume la forza della sua passione. La chitarra suona di tutto e suona per tutti purché — ce lo insegna il maestro Palladino – “suonino quello che gli piace”.