In un mondo sportivo dove la figura femminile è ancora troppo in lotta contro pregiudizio e scetticismo, il tiro con l’arco si conferma arte nobile, depositario di storia e tradizione ma anche modello di modernità, da tempo chiaro esempio di come discriminazioni di genere possano essere superate con eleganza e rispetto. Domenica 5 luglio 2020 si è tenuta una gara sperimentale in Campania dove due donne arbitro hanno gestito e monitorato dal punto di vista tecnico ma anche di regolamentazione sanitaria una competizione soggetta al nuovo Protocollo guida anti-Covid. Giuseppina Boccardo è la prima responsabile zonale donna del gruppo arbitrale della Campania “Nel tiro con l’arco non ci sono assolutamente differenze. In Campania, come arbitri donne, siamo quattro su undici e ci troviamo molto bene” Marina Pellegrino, precisa, assertiva, impeccabile, sottolinea per gli atleti la difficoltà a tenere la distanza per rispettare le nuove norme: “Il nostro sport ha una parte di convivialità che temporaneamente deve essere accantonata, vedo che gli arcieri hanno voglia di stare vicino, confrontarsi, parlare, e spesso ci si dimentica di non avvicinarsi per questioni di sicurezza. Qui l’arbitro deve fare da promemoria quasi spezzando il momento di socialità che è una componente anche molto bella della nostra disciplina”. I due giudici di gara invitano tutte le donne a non rinunciare al proprio sogno sportivo per questioni di genere ” Ci auguriamo che – come avviene sui campi di tiro con l’arco – anche negli altri sport le donne possano ritagliarsi il proprio spazio con valore, competenza e determinazione. Siamo la prova che lavorando sulla mentalità annullare qualsiasi discriminazione sia possibile ed è proprio questa la nostra grande speranza. “