Flavia D'Aiello

Entri nel suo laboratorio, ti imbatti in valigie pregne di idee e trasformazioni, stoffe, scatole, mille colori, il profumo di carta pesta e colla, autentico quanto lei: Flavia, attrice di teatro di figura e narrazione. A sedici anni inizia a leggere il Manifesto del Partito Comunista di Marx e ancora lontana dai suoi pupazzi, la sua formazione segue questa strada.

Di tanto in tanto si ritrova sul lungomare di Salerno e, così come accadeva da piccola, fantastica dinanzi allo spettacolo dei burattini. Mediatrice culturale, decide di cambiare scena e nel 2002 si iscrive alla Cooperativa Teatrale di Cervia “Arrivano dal mare”, continua con il laboratorio di “Cunto” di Mimmo Cuticchio, tra Roma e Palermo. Inizia a raccontare. I primi progetti teatrali sono nelle carceri di massima sicurezza e nelle sezioni femminili, per poi giungere in Cisgiordania, lì dove nessuno era voluto andare prima.

Diciotto anni di professione, figlia del mondo, ancor prima, figlia dei suoi figli, i suoi straordinari pupazzi, liberi nelle forme, perché lei è libera nel suo pensiero. Il lockdown a Flavia l’ha lasciata senza lavoro… e lei continua a formarsi, ultimo, un corso online, Suite Case Theatre, pagato 30 sterline, in attesa di tornare a riaprire le sue valigie con nuovi spettacoli, regalando sogni ed emozioni. Flavia, artista salernitana.

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