Marco fa questo lavoro da venticinque anni e lo ha ereditato da suo padre che è stato un orologiaio per cinquant’anni. Mi mostra il suo banco da lavoro e rimonta, sotto i miei occhi, un orologio di un produttore molto importante. I suoi gesti sono fluidi e precisi. Senza scatti e senza fretta, tutte le parti trovano il loro posto e gli ingranaggi ripartono. Per la verità, né Marco né gli altri usano le parole meccanica o ingranaggio. Ciò che essi riparano è il “movimento”, il tempo descritto non come forza e meccanica ma come possibilità. Riavviare le lancette è come ridare loro la libertà. Una stupefacente metafora dei nostri giorni che ci chiedono, con gesti quieti e sicuri, di ridare movimento al nostro tempo.