13 Aprile 2024

Le piante vengono utilizzate per uso medico da tempi così antichi e in modo così diffuso che non si può risalire a quando questo connubio ebbe inizio. Tuttavia, in Occidente, questa pratica erboristica ebbe il suo massimo splendore nel Medioevo.

In tale epoca, nel cuore della città di Salerno, Matteo Silvatico costituì il Giardino dei Semplici, uno spazio verde adibito alla coltivazione di piante, dette officinali, i cui principi attivi potevano essere utilizzati per scopi terapeutici. In questo giardino, precursore degli orti botanici d’Europa e oggi noto come “Giardino della Minerva”, si svolgevano attività didattiche per insegnare, ai futuri medici del tempo, l’identificazione delle piante e le relative caratteristiche utili a curare determinate malattie.

Poi, nell‘800, la chimica sintetica ebbe il sopravvento non lasciando molto spazio alla medicina naturale. Attualmente, invece, l’erboristica terapeutica sta tornando alla ribalta, sia perché sempre più persone sentono il bisogno di riconnettersi col mondo naturale, sia perché la maggior parte della popolazione mondiale non ha accesso alla medicina moderna, considerata in molti paesi un bene di lusso. 

Coltivare o raccogliere erbe spontanee è alla portata di tutti, ma utilizzarle per scopi terapeutici non è una pratica che si può improvvisare. Bisogna studiarle e conoscerle, come facevano gli allievi della Scuola Medica Salernitana nel Giardino dei Semplici, sia perché sbagliando identificazione si può incorrere in qualche esemplare dagli effetti nocivi e sia perché, come i farmaci sintetici, possono avere degli effetti collaterali.

Ciò nonostante, non è così complesso come può sembrare e in alcuni casi già ne facciamo uso, quasi senza rendercene conto, grazie a quei rimedi tramandati di generazione in generazione. Ad esempio, la mia bisnonna, in caso di difficoltà digestive, preparava il decotto con le foglie d’alloro.

Riscoprire le piante officinali non vuol dire accantonare la medicina moderna, che ogni giorno salva miliardi di vite, ma arricchirla con i principi naturali che possono favorire uno stato d’armonia psicofisica.

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