13 Aprile 2024

L’idea che ci sia una persona a cui è costantemente concesso di assistere alla mia vita continua di tanto in tanto a meravigliarmi, così che a volte mi fermo a pensare a quanto sia effettivamente strano avere un coinquilino. Sapere che ad un muro di distanza ci sia un altro essere umano che sa perfettamente cosa mangio a colazione e quale delle mie sciarpe colorate scelgo di indossare ogni giorno ha un che di tanto rassicurante quanto buffo, come se il suo conoscermi fosse in tutta la sua totalità così profondo da risultare a tratti assurdo. Sapere che sa anche dove ho riposto lo yogurt greco bianco in frigo e che forse ho scelto quella sciarpa perchè le altre erano in disordine talvolta poi mi confonde non poco, è proprio un concetto complesso. E che io a mia volta conosca i suoi silenzi mattutini e i suoi riti di bellezza prima di andare a dormire, senza aver fatto nulla per guadagnarmi tale familiarità con la sua intimità, spesso mi sembra paradossale. 

Nel complesso si tratta di una situazione che, quando mi trovo a pensarci, mi fa tanto ridere. Capita poi che mi chieda se ci saremmo comunque scelti se avessimo imparato a conoscerci in qualsiasi altro contesto, se avessimo potuto decidere quanto e in che modo mostrarci all’altro, come succede in ogni ordinario rapporto umano. In tali casi, evito di interrogarmi su una possibile risposta, e mi concedo di credere che il caso si sia voluto divertire a modo suo. Sorrido di riflesso e lo ringrazio di cuore per la fortuita coincidenza. 

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