13 Aprile 2024

Ci sono mattine in cui il mio corpo e la mia mente sono abitate da un inquilino indesiderato, l’ hangover, che mette in disordine tutto ciò che trova. Ad intervalli irregolari, si stanzia nei meandri del mio cervello e del mio stomaco e li confonde, impedendomi per ore di vivere la vita seguendo il ritmo veloce che in genere caratterizza le mie giornate. Tutto sembra andare lento, e io non posso che adeguarmi. Il tempo pare non passi mai, e ogni piccolo gesto richiede uno sforzo percepito come immane. Le labbra sono rosse, i capelli crespi e le occhiaie pronunciate. Le gambe sono pesanti, la testa gira e i ricordi pian piano riaffiorano. Il materasso troppo sottile diventa improvvisamente comodo e l’acqua è come se sapesse di miele. Di tanto in tanto le guance si dilatano e lasciano spazio ad un sorriso che racchiude felicità e imbarazzo. Il solo pensiero dell’alcol dà nausea, ma la memoria rivela che spesso ne è valsa la pena. E così, l’inquilino indesiderato continua sporadicamente a tornare, ricordandomi il prezzo da pagare per un po’ di pura spensieratezza. Che strano essere giovani. 

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