13 Aprile 2024

Questa vuole essere una lettera alla parte di Parigi che non ho saputo conoscere, quella che si vive attraverso un tipo di amore di cui al momento non dispongo, speculare a due paia di occhi che si guardano scegliendosi. I bicchieri di vino a metà sui tavolini di locali sempre affollati, la frenesia che fa passare tutti più inosservati, e l’atmosfera fine e altrettanto bohémien di viali che è impossibile stancarsi di percorrere hanno evocato in me un’immensa nostalgia d’amore che non so gestire. È come se, quartiere dopo quartiere, ricordassi in modo sempre più nitido dettagli di storie passate e ne ripercorressi le tappe. Credo che alla fine di questa settimana saprò orientarmi meglio rispetto alla geografia dei miei sentimenti che agli arrondissement parigini.

Intanto mi interrogo su come debba essere quel lato che la capitale mi nasconde, pensando a quanto sono belli gli occhi che si guardano. Che voglia di indossare un cappotto, innamorarmi e aprire una boulangerie.

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