26 Febbraio 2024

Il teatro napoletano: Un palcoscenico di emozioni e tradizioni

Il teatro napoletano ha in realtà radici antichissime, le prime opere nascono tra il 1400 e1500 in particolare ai tempi della dominazione spagnola. Le prime rappresentazioni venivano proposte nelle piazze e nelle locande con lo scopo di intrattenere, per giungere poi, più tardi, in scena. 

A Napoli, la storia del teatro é stata creata da famiglie di artisti che si sono trasmesse un’immensa passione per il palcoscenico. Il confine tra la città e il teatro é così sottile che é difficile distinguerlo. La sua maschera tipica fu Pulcinella. Antonio Petito, figura principale del teatro partenopeo dell’800, ereditò da suo padre Salvatore, il travestimento del personaggio; da allora, il Petito è ancora considerato, il miglior interprete della maschera. Ma, senza ombra di dubbio, l’asse portante del teatro napoletano fu Eduardo Scarpetta, il quale scrisse numerose commedie sulla vita sociale della Napoli dell’epoca, portate poi sul grande schermo da Totó che ne interpreta il personaggio di Scarpetta, “Felice Sciosciammocca”. Da Scarpetta discendono i tre figli : Titina, Eduardo e Peppino. Eduardo nel 1927 formò con Michele Galdieri, grande commediografo, una propria compagnia nella quale inserì Peppino e Titina. Nel 1931 fondarono la Compagnia del teatro umoristico e si affermarono definitivamente con i capolavori di Eduardo: Napoli Milionaria, Filumena Marturano, Natale in casa Cupiello. 

Oggi il teatro sta diventando una di quelle realtà che sta scomparendo, quando invece si dovrebbe far frequentare ai bambini soprattutto perché migliora la percezione di sé e dello spazio circostante e sviluppa l’empatia. È uno di quelle discipline che aiuta a dare forma e migliorare i propri sentimenti.

Eduardo definì Napoli un “teatro a cielo aperto” grazie allo spirito della sua popolazione e il suo rapporto con l’arte.

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