26 Febbraio 2024

Oggi si celebrerà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. La ricorrenza ricade con il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato. 

Questo ennesimo femminicidio – cioè un omicidio – fa ancora più male perché commesso da un ragazzo di ventidue anni, da un ragazzo che appartiene a una nuova generazione, che ci illudiamo sia depurata da una cultura maschilista e tossica, impregnata da un nuovo modo di intendere i rapporti tra donna e uomo. Non è così, non ancora. Anzi, da questa drammatica storia emerge un dato che deve fortemente spaventare tutti noi..tra i giovani c’è un diffuso narcisismo, un edonismo sfrenato, un’acclarata assenza di educazione all’empatia, una cultura della sopraffazione che è la nicchia all’interno della quale si stanno inserendo molto precocemente segnali di violenza.

Allora il minuto di silenzio non basta. Urge una riforma della scuola, introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado ore di lezione in cui i bambini e i ragazzi vengano educati alle relazioni affettive, umane. Ma se non si ha il coraggio di una riforma radicale della normativa, nel senso della tutela della libertà personale, non faremo alcun passo in avanti. Poche chiacchiere. Il primo messaggio di un cambio culturale lo deve dare il legislatore in maniera forte e chiara. Ad esempio demolendo finalmente il paradosso dell’inversione dell’onere della prova, in virtù del quale la donna deve dimostrare di essere stata costretta e la costrizione deve essere provata in giudizio. Ecco che allora la vittima è immediatamente avviata anche lei ad un processo, quello di colpevolezza secondaria. 

Un paradosso giuridico che riflette quello culturale da cui tutto nasce: presumere che il corpo di una donna sia a disposizione. 

Il 2023 ha avuto più vittime del 2022. Perché ci sono uomini che considerano le donne una loro proprietà e non accettano che si sentano libere. Ma questa cosa nel 2024 non può più essere accettata. Perché l’amore vero non uccide.

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