8 Settembre 2024

Stress termico nel settore zootecnico

Durante le ondate di caldo, è importante monitorare il comportamento e le condizioni degli animali e intervenire prontamente se si rilevano segni di “colpo di calore”.

In Italia vengono allevati decine di milioni di animali, spesso anche in maniera intensiva, in particolare allevamenti bovini, per la loro carne, ma soprattutto per il loro più ricco prodotto: il latte.

La Campania è tra le principali regioni per numero di allevamenti bovini, in particolare bufale e mucche. Nella sola Piana del Sele, gli allevamenti di bufale coprono il 70% degli allevamenti totali in Italia, rivestendo quindi un ruolo fondamentale dell’economia di questo vasto territorio (circa Km quadrati di area). Mentre spingendosi verso l’entroterra troviamo diversi e sparsi su tutto il territorio montano allevamenti di vacche, per la produzione di essenzialmente di latte e anche carne.

Ma anche questi grandi mammiferi soffrono il caldo torrido di questi giorni. Per i bovini infatti la temperatura ideale è compresa tra i 22°C e i 24 °C, ma queste temperature da troppi giorni non si raggiungono neppure di notte in quote tipicamente più fresche in estate, e ciò comporta una diminuzione della produzione di latte anche del 10% circa al giorno. A temperature alte come queste che stiamo vivendo, sia le bufale della piana che le mucche dell’entroterra sono soggette a stress che inducono una minore produzione di latte, vengono compromessi i sistemi di fertilità e quello immunitario.

Quando si parla di cambiamento climatico, di problemi legati alla siccità, nessuno dovrebbe voltarsi dall’altra parte. Centinaia di km del nostro territorio, sia ad uso agricolo che zootecnico è purtroppo soggetto a tutto ciò che interessa il Globo intero, dall’emisfero australe a quello boreale, dall’estremo Nord all’estremo Sud. 

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