25 Giugno 2024

di Antonello Di Donato

Ezechiele, 25:17. “Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi…E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei Fratelli …” … Granata , aggiungeremmo… Molti ricorderanno il passo biblico di fantasia che il personaggio Jules Winnfield recita tre volte nel film Pulp Fiction di Quentin Tarantino, prima di portare ad esecuzione il suo sporco lavoro di killer. Prima che siano lenite e soprattutto dismesse le nostre attuali angosce calcistiche, sarebbe questa la giusta chiosa alla vergognosa recita sportiva inscenata da quelli che avrebbero dovuto essere protagonisti/eroi di questa stagione, auspicabilmente di crescita ma risultata invece maledetta, e che invece rimarranno -tranne qualcuno- carneadi senza nome nei ricordi delle prossime generazioni di tifosi della Salernitana. Questi, sì, partecipi biometricamente gioiosi hanno apposto l’impronta delle loro piccole mani sull’ennesima opera di inventiva popolare della Curva Sud Siberiano, architettata dal demiurgo della “stadium art” Gigi Pacifico, che è stato capace di stupire ancora una volta -ne siamo certi- tutti gli appassionati di calcio italiani e non, senza stupide gelosie di campanile. Rafforzando infatti la continuità generazionale della passione sportiva per la Bersagliera sulle rarefatte bellissime note musicali con cui Hans Zimmer accompagna l’astronauta Cooper, protagonista del film Interstellar di Christopher Nolan, nell’invio di messaggi alla figlia da un futuro dimensionale, nonostante nemmeno lui abbia ancora vissuto ciò che è successo dopo tale attimo nella realtà, la Curva Sud ha, ancora una volta, ricordato che tutto passa, ma non la Salernitana, né la passione della suoi tifosi e della sua gente da trasmettere di padre in figlio, così come il senso di Appartenenza!

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