Esistono luoghi incredibili nelle terre nascoste del nostro Sud, uno di questi è la Mefite, nella Valle d’Ansanto, un lago di origine sulfurea con un perimetro di circa quaranta metri e una profondità di due metri. Il luogo che la ospita è un’area pianeggiante arida e desolata, dal colore grigiastro a chiazze gialle dall’odore acre. Le esalazioni gassose di anidride carbonica e acido solforico che fuoriescono fanno ribollire l’acqua del laghetto e sono un raro fenomeno di superficie in zona non vulcanica; in particolari condizioni atmosferiche le esalazioni possono essere addirittura letali. La vegetazione della Mefite caratterizzata dalla presenza di bassi cespugli di genista amsantica che fiorisce a maggio e rende il paesaggio quasi lunare, è stata oggetto di un’importante studio scientifico condotto da studiosi irlandesi. Infine, il laghetto identificato dagli antichi popoli italici e dagli stessi Romani come una delle porte dell’Ade, è ricordato da Virgilio nell’Eneide come accesso agli inferi, allo stesso modo in cui è ritenuto il più famoso lago d’Averno.