Parole gridate, piegate, negate. Parole incollate alle immagini rubate dai cellulari, afferrate a rischio della vita sulla linea del fronte o allestite su uno palcoscenico bugiardo, dovrebbero raccontare una guerra che vorremmo più lontana di quello che è. Più cose raccontano gli occhi di chi è giunto al confine, lasciandosi alle spalle un mondo in frantumi.

Quegli occhi recano impresso ogni singolo istante in cui insieme ai palazzi sono crollate intere esistenze, normalità conquistate, certezze, progetti, futuro. Nessun obbiettivo potrebbe riprendere con la stessa affilata fedeltà tutta questa umana rovina.

Aggrappati alla luce, ai contorni delle cose come i loro corpi alla vita, gli occhi delle madri e dei figli nelle file dei luoghi di soccorso non tacciono nè inventano nulla di ciò che hanno visto.

Più cose raccontano gli occhi di quante se ne possono dire, più di quante ne vorremmo sapere.

Cristiano De Gaetano – “Family in the old city” (2007) – particolare – Museo Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare (BA)