Una guerra è una cosa enorme, è difficile spiegarsela da adulti, figuriamoci da ragazzini. Ci dimentichiamo che loro non sono attrezzati per capire cosa succede. Tanti di loro, per la DaD e per quei programmi scolastici che riducono sempre di più lo spazio per la storia e la geografia, neppure lo sanno dov’è l’Ucraina, né sanno da dove sia sbucato quest’impero che tende gli artigli sull’Europa.  Si pongono delle domande i ragazzini, ma le risposte non sono chiare, o proprio non arrivano e così, confusi, si rifugiano nell’indifferenza… e nell’oblio.

Le domande però restano, sono semplici da porre ma è tanto difficile rispondervi. Perché ci riguarda se è tanto lontana? Perché tra due popoli che si dicono fratelli? Arriverà anche da noi?

Che fare allora, lasciar perdere alzando le spalle? Magari no, magari sediamoci con loro con una cartina o un mappamondo, misuriamo la breve distanza che ci separa da questa tragedia parliamone insieme.

Una guerra è una cosa enorme, chi non la vive sulla propria pelle, non la può ignorare.