Con 468 voti a favore e uno contrario, la Camera dei deputati ha approvato una modifica alla nostra Costituzione introducendo, tra i princìpi fondamentali, la tutela dell’ambiente e degli animali (art 9). Leggi per contrastare l’inquinamento selvaggio, dalle discariche a cielo aperto all’abusivismo edilizio, e per proteggere gli animali, esistono già, ma d’ora in poi lo Stato italiano avrà l’obbligo costituzionale di salvaguardare l’ambiente in modo tale che il suo equilibrio si protragga nel tempo per permettere alle future generazioni di beneficiarne, nonché disciplinare i modi e le forme per la tutela degli animali, quali esseri senzienti. 

Un altro emendamento, nella parte della Carta dedicata dei diritti e doveri dei cittadini, imporrà che l’iniziativa economica privata oltre che alla libertà, alla sicurezza e alla dignità umana, dall’8 febbraio  

non potrà recare danno alla salute e all’ambiente (art 41). 

Finalmente l’ambiente entra nella Costituzione italiana, la legge fondamentale del nostro paese.

Ora, l’uomo, anche attraverso le sue attività produttive, sarà capace di assumere una condotta individuale tale da mettere tutto questo in pratica? Noi ce lo chiediamo, perché girandoci intorno sembra proprio che la strada per combattere questo suo comportamento ormai anticostituzionale sia ancora lunga e faticosa.