Il 28 gennaio 2022 è la “Giornata europea per la protezione dei dati personali”, che ha lo scopo di attirare l’attenzione del pubblico, dei media e della politica, sull’importanza di garantire la riservatezza delle informazioni che chi naviga in rete affida ai gestori di siti e servizi on-line e dei social network.

Tali servizi sono diventati così comuni che ci si dimentica spesso di non averne il completo controllo, e di non avere il controllo sull’uso che fanno di ciò che viene loro rivelato. Se un tempo, tra i dati confidati al computer, c’erano tutt’al più i propri gusti musicali e in fatto di abbigliamento, oggi essi includono cose “serie” come il proprio stato di salute, il mutuo sulla casa, gli orientamenti sessuali…

Questi dati possono essere utilizzati per tracciare un profilo dell’utente e condizionarne le scelte e la vita, facendo leva indebitamente sulle sue convinzioni, sulle debolezze debolezze.

Negli ultimi anni, l’Europa si è data una serie di leggi e regolamenti (culminate nel GDPR) che obbligano i gestori di servizi on-line a dichiarare l’uso che intendono fare dei dati ricevuti, a chiedere all’utente il relativo consenso e ad impegnarsi affinchè i dati siano preservati da usi illeciti e comunque non autorizzati.  Si tratta di alcuni importanti passi di un cammino ancora molto lungo.

mT