Un salto nel misterioso fascino

La tradizione del Cicolano, come, del resto, quella di gran parte del Reatino, è ricca di misteriosi racconti arcaici. Il Lago del Salto, ad esempio, si dice che sia la culla di un oscuro avvenimento, ovvero l’allagamento della Valle del Salto e la conseguente formazione del bacino artificiale omonimo, che sommerse antichi borghi quali Fiumata, Teglieto e Borgo S. Pietro – poi ricostruiti più a monte nel 1940 – le cui rovine a volte riaffiorano in superficie, contribuendo, non poco, ad alimentare storie fantasiose nell’immaginario collettivo. Una leggenda popolare locale, vuole, infatti, che nel XVIII secolo, quando il monastero delle Clarisse, fondato dalla Beata Filippa Mareri, non era stato ancora sommerso dalle acque del Salto, una tiritera maligna echeggiasse nella valle: “Povere monache, povero Borgo S. Pietro, penitenza, acqua e poi fuoco”.

Realtà o fantasia? non è facilmente dimostrabile, ma una cosa è certa, tale avvenimento da un lato suscita l’incredulità e la diffidenza di alcuni, dall’altro stimola la curiosità e l’interesse di altri, infittendo l’alone di mistero che da tempo, oblioso, avvolge l’ammaliante luogo.