Cara Olanda

A due settimane del mio rientro, l’idea di lasciare l’Olanda e la vita che ho costruito sembra assurda, quasi lontana. Eppure non lo è, tra un po’ Amsterdam non sarà più dietro l’angolo e i treni torneranno ad essere in ritardo. Il cibo saprà di nuovo di nonna e il mare tornerà ad essere una costante. Il conta chilometri non avanzerà più a ritmo di pedalate e la parola centraal non accompagnerà più il nome dell’ennesima città in cui io ed i miei amici abbiamo organizzato una giornata all’ultimo. La pioggia ritornerà ad essere una conoscente che si incontra per caso una volta ogni tanto, piuttosto che una vicina fastidiosa. Il sole estivo alle dieci sarà già scomparso e i semafori per le biciclette non ci saranno più. L’arancione zucca lo rivedrò ad Halloween e quel senso di libertà tangibile che non mi ha mai lasciato non so che fine farà.

Cara Olanda, o se preferisci Nederland, mentre eri impegnata a farmi capire cosa significasse davvero avere nostalgia di casa, lo sei diventata anche tu. E sei grande, grandissima.