Bandiera palestinese

Sabato 15 maggio a Salerno in Piazza Caduti di Brescia, come in decine di piazze italiane, in tanti si sono dati appuntamento per manifestare solidarietà a un popolo martoriato: quello Palestinese ed esprimere il loro dolore per le vittime dell’ennesimo sanguinoso scontro con Israele.

Il conflitto Israeliano-palestinese si sviluppa in oltre settant’anni di storia e affonda le radici nella guerra del 1948, che oppose il neonato Stato di Israele agli stati arabi confinanti. Tuttavia, è nel 1967, con la guerra dei sei giorni, che la questione assunse i contorni attuali, quando Israele invase i residui territori originariamente destinati allo “Stato arabo” dando inizio a una occupazione militare sempre più simile ad una progressiva annessione, sostenuta da soverchianti risorse economiche e militari. Da allora, scontri sanguinosi e tentativi di risoluzione pacifiche si sono alternati nel tempo con esiti controversi, ma sostanzialmente a crescente discapito dei Palestinesi che hanno subito la costante riduzione e frantumazione dei confini del loro Stato, al pari delle prospettive che questo possa effettivamente essere un giorno proclamato.

Questa volta, in piazza si avverte chiaramente la stanchezza. Gli slogan, le grida di protesta sono scanditi quasi come un rito in cui si crede sempre meno. Tra i partecipanti, sia i veterani con qualche capello bianco, sia tra i ragazzi, che pure sono accorsi numerosi, sia tra i rappresentati delle comunità palestinesi, la domanda che aleggia è: “E adesso?”. Dopo tanti anni di mobilitazione, impegno, rabbia e passione, fiumi di inchiostro e… infinita speranza, ci si ritrova di nuovo al medesimo punto.

Da che parte ricominciare quando si sarà posata la polvere delle esplosioni?