Ogni mattina, immersa in respiri che quasi si fondono a pedalate, disvelo distrattamente al mio sguardo disattento ciò che è diventato ormai routine in continua evoluzione su due ruote: una signora con due buste della spesa appoggiate ad un manubrio un po’ traballante e un anziano che, con un sorriso gentile, la supera dicendole di fare attenzione; due bambini biondi che con una mano reggono un gelato e con l’altra indicano la direzione in cui svolteranno; un giovane che si abbottona la giacca e una ragazza che gli fa cenno di andare avanti perché lei, impegnata a portare il cane a spasso, non può pedalare molto velocemente.

L’imprevedibilità continua ad essere una costante che quotidianamente si riflette in lenti appannate in un ordine che, da poco, ho iniziato a considerare apparente.

Cronache olandesi su piste ciclabili in cui è possibile imbattersi in briciole d’anima al caramello disperse nell’euforia del ritmo quasi inedito di discese occasionali.  

Paola De Stefano