I pastori sono i custodi di un’antica tradizione che sta scomparendo: con le loro greggi, praticano un’attività che comporta lo spostamento quasi quotidiano degli animali alla ricerca di foraggio, tra le zone di pianura e di collina dal tardo autunno alla primavera. Gerardo vive a Siano, dove tutti lo conoscono, alleva il suo gregge e produce formaggio. Lo incontri per strada, in paese, o lo riconosci da lontano, quando dalla valle vedi le sue pecore pascolare sulla collina.

“Da piccolo arrivavo a piedi a Montoro per la transumanza. Con me c’erano mio padre e mio nonno, è da loro che ho imparato il mestiere, ci impiegavamo anche due giorni per arrivare tra quelle montagne. Oggi, sono solo, ma non so immaginarmi a fare altro. Stare con il mio gregge è quello che amo. Prima vengono i miei animali, poi tutto il resto. È faticoso, è impegnativo e non mi permette di avere una vita “normale”. Ma sono felice. Sono nato per fare questo.” Hanno provato a convincerlo a cambiare mestiere, ma lui non ci pensa proprio.