Contatto fisico è darsi la mano, toccarsi nella spalla, ma, soprattutto, essere vicini fisicamente, varcare la soglia della prossimità: proprio quel confine che con il distanziamento sociale è diventato per tutti noi un muro invalicabile. Prima ci si stringeva la mano, ci si avvicinava per un caffé, si sorrideva. Ormai da quasi un anno tutto questo è venuto a mancare, generando mancanza di complicità, di empatia, malumori, incomprensioni, conflitti e interpretazioni distorte. La verità è che non possiamo e non dobbiamo essere capaci di gestire una “relazione digitale”, abbiamo bisogno di contatto fisico, di vedere la persona negli occhi, di prendere spunto per una conversazione, volente o nolente.

Come ritroveremo quell’unione che il virus ci ha tolto?