C’è stato un tempo in cui i saluti non venivano inviati, ma scritti sulle cartoline illustrate. Esse esprimevano il “genius loci”, le caratteristiche del luogo cui facevano riferimento, pertanto avevano un valore di testimonianza. L’intento era nobile, si voleva trasmettere ad amici o parenti l’essenza idealizzata del posto che ci stava ospitando. Purtroppo oggi, a trovarle si fa fatica, ormai le mitiche cartoline sono storia. Ma chi, come noi, le ha utilizzate in passato, lo sa bene, sceglierle, scriverle e spedirle segnava un momento fondamentale della vacanza o gita fuoriporta.
La cartolina poteva rappresentare un semplice saluto o trasformarsi in una sorta di lettera, tutto dipendeva dal destinatario, e poi … i francobolli che trasmettevano una emozione molto particolare.
Ma la cartolina illustrata ancor prima di essere un mezzo per comunicare spostamenti, sensazioni e qualche novità, ricordiamo che è stato un modo per diffondere idee, radicare abitudini e comportamenti.
Dal dopoguerra agli anni Novanta, diventerà un simbolo per tutti. I bambini, di quel tempo, difficilmente dimenticheranno gli interminabili minuti de “intervallo” televisivo tra un programma ed un altro, accompagnati dal lento scorrere di cartoline delle località italiane, fornite dall’archivio Alinari, lo studio fotografico, che dalla fine dell’Ottocento, ha rappresentato ogni angolo d’Italia.
Oggi, un po’ tutti noi vorremmo ricevere una cartolina, ci piace pensare che quella più accreditata, nel bel mezzo dello scenario che stiamo vivendo, sia quella inviata da colui che è sempre in viaggio, il “tempo”, e da uno dei luoghi più ambiti, il “futuro”, spedita proprio per rassicurarci, riusciremo nuovamente a vivere situazioni trascorse in totale spensieratezza con gli amici e i parenti. La cartolina, un flashback di emozioni!