Matteo, diciotto anni appena compiuti, un’estate trascorsa all’insegna della salvaguardia delle tartarughe marine sulle nostre spiagge, è un esempio da seguire. Gli chiedo cosa lo ha spinto a fare questa esperienza e mi spiega che, dopo la quarantena, ha avuto l’esigenza di andare nella natura partendo dalle oasi WWF. In un primo momento si è appassionato agli animali selvatici, poi alle tartarughe marine grazie all’associazione “Tartarughe marine in Campania” che gli ha dato l’opportunità di vivere questa esperienza, dopo la clausura forzata. «Eravamo tutti ragazzi, alcuni facevano parte di “Progetto mare Erasmus”, altri semplici volontari di culture diverse. È stato un bellissimo scambio di idee, informazioni, opinioni… la natura diventa il centro, un vero e proprio collante per la nostra generazione. Ho avuto la possibilità di “toccare con mano” la passione che unisce le diversità».

Sentirsi responsabili di un evento unico, tutelare una specie in via di estinzione, rende più sereni questi ragazzi. L’idea che tra un quarto di secolo qualche tartaruga possa ritornare per deporre nuove uova, li rende felici, più responsabili del loro futuro. 

Gli chiedo ancora se gli piacerebbe ripetere questa esperienza e con un dolce ma determinato sorriso mi risponde: «Sicuramente la rifarò, non ho dubbi e la consiglio a tutti gli appassionati che vogliono rimboccarsi le maniche e operare per salvare il nostro pianeta. Ci sono tantissime opportunità, bisogna solo scegliere».

Con cortesia Matteo ci chiede di ringraziare le persone che lo hanno aiutato, Sandra Hochsheid, Fulvio Maffucci, Francesca Punzo, Marianna Farina, Roberta Teti e Domenico Sgambati con le quali ha condiviso l’emozione del miracolo della vita, ma noi ringraziamo infinitamente lui.