Il primo soccorso rappresenta il primo aiuto prestato alla vittima di un malore, in attesa dell’intervento di soccorso del Servizio di Emergenza Territoriale (118).Le manovre di soccorso che si effettuano nelle situazioni di maggiori gravità, sono definite “manovre salvavita” e possono supportare, temporaneamente, le funzioni vitali compromesse (cerebrale, respiratoria, cardiocircolatoria). La loro esecuzione precoce e appropriata nel soggetto in pericolo può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Ogni anno 400mila persone in Europa, 60mila in Italia, muoiono per arresto cardiaco improvviso. Il 70% degli arresti cardiaci, avviene in presenza di altre persone che potrebbero iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma ciò accade solo nel 15% dei casi, perché chi è accanto alla vittima non è formato, non sa riconoscere un arresto cardiaco oppure non si sente in grado di intervenire. Se si interviene nei primi minuti dall’inizio dell’arresto, le possibilità di sopravvivenza raddoppiano o triplicano; aumentando il numero di persone in grado di prestare i soccorsi necessari attraverso un’adeguata sensibilizzazione e formazione, ogni anno si potrebbero salvare centinaia di migliaia di vite. Le manovre salvavita sono semplici da imparare. L’età di 11/12 anni può considerarsi, comunque, adeguata per l’avvio di percorsi di formazione e addestramento che si pongano l’obiettivo di indirizzare culturalmente al primo soccorso le nuove generazioni. A quest’età, infatti, i bambini sono maggiormente recettivi alle istruzioni che vengono loro fornite e possono apprendere facilmente come aiutare gli altri. Formare quanti più giovani possibile, permetterà di creare una generazione futura pronta a fare la differenza. Grazie alla LA SCUOLA NEL BOSCO esempio di educazione ambientale per questa importante iniziativa e alla Misericordia Siano per l’opportunità e per il lavoro instancabile.

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